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  • treccine afro e appropriazione culturale: storia, identità e consapevolezza

    treccine afro e appropriazione culturale: storia, identità e consapevolezza

    Perché questo argomento è più profondo di quanto sembri

    Negli ultimi tempi, parlando di treccine afro sui social, si è acceso un dibattito acceso: chi è favorevole, chi è contrario, chi semplifica tutto con frasi superficiali e chi — purtroppo — arriva a commenti razzisti.

    Il mio intento non è mai stato creare divisioni tra culture. Il mio obiettivo è uno solo: portare consapevolezza. Perché le treccine afro non sono una moda qualunque. Sono il risultato di una storia lunga, dolorosa, resistente. E per capirle davvero bisogna andare oltre l’estetica.

    Cosa sono le treccine afro (e perchè si chiamano così)?

    Le treccine afro (comunemente dette così) sono tecniche di intreccio nate all’interno delle culture africane e afro discendenti. Non sono semplici acconciature decorative, ma pratiche che uniscono:

    • cura del capello afro e riccio
    • protezione della cute
    • trasmissione culturale
    • identità sociale

    In molte società africane le acconciature raccontavano chi eri: età, appartenenza, ruolo nella comunità, stato civile. Le treccine erano (e sono) un linguaggio visivo.

    La diaspora africana e il valore identitario delle treccine

    Per capire davvero perché le treccine afro sono così cariche di significato, bisogna parlare della diaspora africana.

    Con la tratta transatlantica degli schiavi, milioni di persone africane furono strappate alle loro terre e disperse in Europa, nelle Americhe e nei Caraibi. In questo processo violento non vennero portati via solo corpi, ma anche lingue, tradizioni, spiritualità, sistemi sociali. Eppure, qualcosa riuscì a sopravvivere.

    Prima della schiavitù, in molte società africane le acconciature erano un vero linguaggio visivo: raccontavano l’età, lo status sociale, l’appartenenza a un gruppo, lo stato civile, persino il ruolo spirituale di una persona. Le treccine non erano semplici “pettinature”. Erano identità intrecciate.

    Durante la schiavitù, quando tutto venne spogliato — dignità, nomi, famiglie — i capelli rimasero uno degli ultimi spazi di espressione culturale possibile. Anche in condizioni disumane, intrecciare diventò un gesto di resistenza silenziosa.

    Esistono testimonianze secondo cui, in alcuni contesti, le treccine venivano utilizzate anche come sistemi di mappatura: i disegni sul cuoio capelluto rappresentavano percorsi, strade, direzioni per la fuga dalle piantagioni. In certi casi, nei capelli venivano nascosti semi, come atto simbolico di speranza e continuità.

    Questo ci dice una cosa fondamentale: le treccine non erano solo estetica. Erano sopravvivenza.

    Con il tempo, attraverso la diaspora, queste pratiche si sono trasformate, adattate, contaminate con altre culture. Ma il loro valore simbolico è rimasto.

    Per molte persone nere e afrodiscendenti oggi, portare treccine significa:

    • riconnettersi alle proprie radici
    • affermare la propria identità
    • rifiutare standard di bellezza eurocentrici
    • rivendicare il diritto di esistere così come si è

    Ecco perché, ancora oggi, i capelli afro sono un terreno politico. Non è solo una questione di stile. È una questione di visibilità, dignità e appartenenza.

    A woman braiding another woman's hair while sitting on a patterned blanket on grass.

    Gli standard di bellezza occidentali e il controllo sul corpo nero

    Per capire fino in fondo perché i capelli afro — e le treccine — siano ancora oggi un terreno così delicato, bisogna parlare degli standard di bellezza occidentali. Per secoli, il modello estetico dominante è stato uno solo europeo: pelle chiara, tratti sottili, capelli lisci.

    Tutto ciò che si discostava da questo canone veniva percepito come:

    • disordinato
    • selvaggio

    I capelli afro sono stati uno dei primi bersagli di questa narrazione. Alle donne nere è stato insegnato che per essere accettate dovevano adattarsi:

    stirare i capelli, rilassarli chimicamente, coprirli con parrucche lisce, nascondere la propria texture naturale. Non per scelta estetica libera, ma per sopravvivenza sociale.

    Ancora oggi, in molti contesti lavorativi, scolastici e istituzionali, i capelli afro naturali o le acconciature protettive vengono considerate “poco professionali”. In alcuni Paesi esistono perfino regolamenti che limitano esplicitamente dread, treccine o afro.

    Le treccine, quindi, non sono solo uno stile. Sono una risposta a un sistema che per generazioni ha chiesto alle persone nere di adattarsi a un’estetica che non le rappresentava. Per molte donne afrodiscendenti, scegliere di portare i capelli naturali o intrecciati è un atto politico, oltre che personale.

    È un modo per dire:

    esisto così come sono.

    Ed è proprio qui che il discorso si collega all’appropriazione culturale. Perché quando una cultura viene penalizzata per ciò che è, mentre la stessa estetica diventa “cool” su altri corpi, il problema non è il look. È il privilegio.

    Il legame tra treccine e capelli afro: protezione, identità, continuità

    Le treccine afro non possono essere separate dal capello afro. Non nascono come semplice acconciatura decorativa, ma come risposta pratica, culturale e identitaria a una texture specifica: il capello crespo, riccio, spiralato.

    Il capello afro è naturalmente più secco e fragile rispetto ad altre tipologie. Per questo, da secoli, nella comunità nera e afro discendente si sono sviluppate tecniche di protective styling: intrecci, twist, locs, cornrows.

    Lo scopo era (ed è):

    • proteggere il capello dalla rottura
    • trattenere l’idratazione
    • ridurre la manipolazione quotidiana
    • favorire la crescita
    • mantenere ordine e pulizia in contesti spesso difficili

    Le treccine sono quindi anche cura. Sono un modo per tramandare gesti, rituali e sapere da una generazione all’altra.

    Madri che intrecciano le figlie. Zie, nonne, sorelle che si siedono insieme a pettinare. È un momento intimo, comunitario.

    Per molte persone afrodiscendenti, le treccine rappresentano un ritorno alle radici, un riappropriarsi del proprio corpo dopo secoli in cui quel corpo è stato controllato, giudicato, addomesticato.

    Ecco perché oggi, quando vediamo le treccine diventare una moda passeggera, scollegata da tutto questo, il discorso si fa delicato. Perché ciò che per alcuni è solo estetica, per altri è memoria, sopravvivenza e identità.

    Colorful portrait of a woman wearing traditional attire and holding a pineapple in Oaxaca, Mexico.

    Appropriazione culturale: cosa dice il diritto internazionale

    Spesso si pensa che l’appropriazione culturale sia un concetto nato sui social o limitato agli Stati Uniti. In realtà, è un tema riconosciuto anche a livello internazionale. Organismi come l’ONU e l’UNESCO parlano da anni di sfruttamento culturale delle comunità minoritarie e indigene. In particolare, l’UNESCO tutela il patrimonio culturale immateriale, che include pratiche, tradizioni, conoscenze e forme di espressione identitarie dei popoli.

    L’appropriazione culturale viene intesa come:

    l’uso di elementi culturali di una comunità da parte di gruppi dominanti, senza consenso, senza riconoscimento e senza beneficio per la comunità di origine.

    Il problema non è lo scambio tra culture — che è naturale e umano — ma il rapporto di potere.

    Quando una cultura dominante prende elementi da una cultura storicamente oppressa, li commercializza o li rende di moda, mentre quella stessa comunità continua a subire discriminazioni per quegli stessi elementi, si crea una dinamica profondamente sbilanciata.

    In altre parole:

    • chi appartiene alla cultura dominante può “giocare” con quell’estetica
    • chi appartiene alla cultura di origine viene giudicato per essa

    Questo è il nodo centrale dell’appropriazione culturale. Non riguarda il singolo gesto isolato. Riguarda il sistema. Riguarda chi ha voce, chi ha visibilità, chi trae profitto e chi continua a pagare il prezzo.

    Ed è per questo che ridurre tutto a frasi come:

    “ma anche i vichinghi facevano le trecce”

    significa perdere completamente il punto. Non stiamo parlando solo di acconciature. Stiamo parlando di identità, storia e disuguaglianze ancora attive.

    Apprezzamento culturale vs appropriazione culturale: una differenza fondamentale

    Arriviamo al punto centrale. Non si tratta di decidere chi “può” o “non può” fare qualcosa. Si tratta di come ci si avvicina a una cultura.

    Apprezzamento culturale

    C’è apprezzamento culturale quando:

    • ti informi sulla storia di ciò che indossi
    • riconosci da dove nasce
    • rispetti il significato profondo di quello stile
    • dai spazio alle voci della comunità di origine
    • sostieni quella cultura anche nelle sue battaglie
    • non minimizzi le discriminazioni che quella comunità vive

    È un avvicinamento consapevole. Non consumi una cultura: ci entri in relazione.

    Appropriazione culturale

    C’è appropriazione culturale quando:

    • prendi solo le parti “belle” (acconciature, estetica, musica, moda)
    • ignori o sminuisci il contesto storico
    • respingi chi ti parla di discriminazione
    • trasformi una cultura in trend
    • benefici di qualcosa per cui altri vengono ancora penalizzati

    In questo caso non c’è scambio. C’è squilibrio.

    Il problema non è le treccine in sé. Il problema è quando lo stesso stile che su un corpo nero viene giudicato “poco professionale”, su un corpo bianco diventa “cool”. Questo è il privilegio. Ed è qui che nasce il dolore.


    Una riflessione finale

    Il mio intento non è creare divisioni tra culture. Al contrario. Immagino un futuro in cui le culture possano incontrarsi senza che quella minoritaria continui a pagare il prezzo. Ma questo futuro passa dalla consapevolezza.

    • Studiare.
    • Ascoltare.
    • Rispettare.
    • Sostenere.

    Non basta dire “mi piace”. Serve responsabilità.

    Io continuerò a parlarne, a informarmi e a condividere ciò che so. Perché le treccine non sono solo capelli intrecciati. Sono storia viva.

    Benvenuti nella Tribù Trecciolosa.

    Se questo articolo ti ha aiutato a capire meglio il tema, condividilo con chi pensi possa averne bisogno. E se vuoi continuare ad approfondire il mondo delle treccine afro, della cultura e della formazione professionale, puoi iscriverti alla newsletter di TrecceMania: è lì che condivido riflessioni, contenuti esclusivi e aggiornamenti sui corsi. Qui non si inseguono i trend. Qui si intrecciano storie.

  • I capelli afro non si toccano

    I capelli afro non si toccano

    Perche i capelli afro non si dovrebbero toccare?


    Capita spesso che persone di etnia non afro mi chiedano perché non si possano toccare i capelli afro. Se anche tu ti sei mai chiesto questa cosa o hai seguito discussioni sull’argomento, probabilmente stai cercando di capire meglio. In questo articolo, vedremo alcune delle principali ragioni per cui i capelli afro non dovrebbero essere toccati da chi non li ha.

    tipologia

    I capelli afro sono naturalmente più sottili e delicati. Assorbono facilmente l’umidità e gli oli, ma anche polvere, sporcizia e batteri. Questo non significa che siano deboli, ma che richiedono una cura particolare, sia in termini di prodotti specifici, tempo, che denaro. Il mio consiglio è di non lasciare che chiunque ci metta le mani sopra. Per esempio, noi stessi, per proteggerli, dormiamo con un panno o una cuffia di seta.

    questione razziale

    Da secoli, i capelli afro sono stati oggetto di discriminazione. Durante il periodo della schiavitù, erano visti come un simbolo di “indigenità” e “tribalismo”, e persino oggi, molte persone afro devono combattere contro pregiudizi legati alla loro acconciatura naturale. In certi ambienti, i capelli afro o le trecce sono considerati poco professionali, associati a stereotipi negativi.

    Se una persona bianca porta la stessa acconciatura, diventa immediatamente una tendenza, senza alcun giudizio. Questo doppio standard è un chiaro riflesso di come la società ha sempre trattato le persone afro e i loro tratti distintivi, facendoli sembrare “diversi” o “rari” solo perché non sono conformi agli standard dominanti.

    Puoi approfondire questo discorso nell’articolo : treccine afro e appropriazione culturale.

    rispettare i confini


    Toccare i capelli di qualcun altro è sempre una mancanza di rispetto, indipendentemente dal tipo di capelli. Tuttavia, quando si tratta di capelli afro, c’è una storia che aggiunge peso a questa azione. Non si tratta solo di “curiosità”, ma di una continua riduzione delle persone afro a un “oggetto esotico” da esplorare, come se fossero qualcosa da osservare, ma non da rispettare. Immagina se qualcun altro toccasse i tuoi capelli senza permesso: sarebbe invadente, giusto? Lo stesso vale per chi ha i capelli afro.

    il concetto di white supremacy


    Le radici di questa mancanza di rispetto affondano nella storia del colonialismo e della supremazia bianca. L’alto grado di privilegio e il controllo culturale che le società colonizzatrici hanno avuto per secoli le ha portate a giustificare atti di dominazione, come il toccare i capelli afro. Alcune persone non si rendono nemmeno conto di quanto siano radicati questi pregiudizi, come quella persona che nei commenti diceva “Non vedo niente di male, lo faccio per complimentarmi”. Ma ci chiediamo mai se lo facciamo a chiunque abbia capelli belli? La risposta, probabilmente, è no.

    un problema oltre razziale: la cura dei capelli afro

    Il tema dei capelli afro va ben oltre la discriminazione sociale e razziale. La loro cura richiede un impegno costante e un’attenzione particolare. Non solo dobbiamo proteggerli da chi li tocca senza pensare, ma anche prendercene cura nel giusto modo. I capelli afro sono particolarmente sensibili e necessitano di una routine idratante, nutriente e protettiva. Prodotti specifici, come oli naturali, creme idratanti e maschere nutrienti, sono essenziali per mantenere la loro salute e bellezza. Inoltre, strumenti adeguati come pettini a denti larghi o spazzole di qualità sono fondamentali per evitare rotture durante il districamento. Se vuoi saperne di più, consulta l’articolo dedicato ai consigli per la cura dei capelli afro e ricci e come prepararli per l’intreccio.

  • silkpress – capelli afro lisci come la seta

    silkpress – capelli afro lisci come la seta

    Se vuoi lisciare i tuoi capelli afro senza danneggiare i ricci, il metodo Silk Press sarà la tua scelta più sicura. Si tratta della versione moderna e migliorata della vecchia tecnica di stiratura con il pettine a caldo.

    La nuova tecnica consiste nell’utilizzare gli strumenti e prodotti giusti alla giusta temperatura. Funziona bene anche per capelli spessi e ruvidi, adatta soprattutto alla tipologia di riccio afro 3 e 4c.

    Garantisce capelli sani: non provoca danni permanenti alla struttura del capello se utilizzato il prodotto, tecnica e temperatura giusta.

    Cambio di look: è il modo più semplice per cambiare look, in poco tempo e spendendo poco.

    Cura semplice: Non esiste un rigoroso processo di post-trattamento, ricorda però di avvolgere i capelli in un panno di seta al momento di andare a dormire aiuta a mantenere il risultato più a lungo. Dura dalle 2 alle 3 settimane.

    Non bagnare i capelli: Evitare l’acqua poiché i capelli torneranno alla loro forma originale.

    Cute grassa e sudorazione: se tendi ad avere la cute grassa, fai sport o sudi molto, dovrai avere maggiori accorgimenti per mantenere la cute asciutta e prolungare la durata. Fare una silk press significa non lavare i capelli per 2-3 settimane. Durante questo periodo, il cuoio capelluto produrrà oli naturali. I capelli saranno anche soggetti all’inquinamento e smog, che si aggiunge all’accumulo di sporco.

    Danneggia i capelli? Può danneggiare i capelli se non vengono utilizzati i prodotti giusti alla temperatura giusta. Rivolgiti ad un professionista o in alternativa, se fai a casa, usa sempre la protezione termica per i capelli. Inoltre, fare la piastra troppo spesso può danneggiare i capelli ed essere la causa delle doppie punte.

    Per un trattamento lisciante con la piastra ottenendo gli stessi risultati da salone segui questi semplici consigli.

    Detergere con uno shampoo detox: Pulisci i capelli e il cuoio capelluto con uno shampoo idratante e disinfettante che permetta una pulizia profonda rimuovendo l’accumulo di prodotti, grasso e sporcizia.

    Idratazione profonda: Applica un balsamo o maschera idratante per nutrire ed idratare i capelli. Si consigliano Leave-in Conditioning all’aloe, cocco, Karitè ecc.

    Protezione termica: Per evitare danni da calore, applicare sui capelli un termo protettivo. Si tratta di un prodotto utile a creare sulla superficie del capello una patina protettiva che resiste al calore, evita una eccessiva perdita di acqua e quindi di disidratazione con conseguente disintegrazione di una proteina presente nello strato esterno che è chiamata cheratina.

    Spray angelo custode 220 °C protezione dal calore, oltre a proteggere dona lucentezza.

    Asciuga i capelli con il phon: L’asciugatura a phon aiuta a stirare i capelli prima della piastra, riducendo la possibilità di danni da calore. Per rendere il processo più semplice, usa un asciugacapelli con spazzola.

    Spazzola calda Revlon per asciufare velocemente i capelli. Combina la potenza di un asciugacapelli con l’effetto lisciante di una spazzola piatta. Ottimo per capelli ricci.

    Usa un siero o un olio: Applicare un olio o siero sui capelli per bloccare l’idratazione. Questo passaggio dona anche lucentezza, nutrizione e rigenera i capelli, oltre a proteggerli dai danni del calore.

    Mielle – Olio lisciante e rinforzante per capelli, al rosmarino e menta. Rinvigorisce e nutre i follicoli piliferi. Previene la secchezza del cuoio. capelluto

    Taglia le punte: Taglia tutte le doppie punte in modo che i tuoi capelli sembrino sani. Un taglio fresco contribuisce all’idea di avere bei capelli. Ma non è necessario tagliarli tutti i mesi per dimostrarlo: è sufficiente tagliare le punte ogni 6 – 12 mesi

    Piastra i capelli: Seziona i capelli in piccole parti prima del passaggio della piastra, questo procedimento permette un miglior scorrimento della piastra, evitando di dover passarla più volte. E’ consigliabile una piastra con il controllo della temperatura

    Ghd Platinum+ Styler, Piastra per Capelli Professionale e Intelligente, non compromette l’integrità dei capelli e la distribuzione uniforme del calore permette di avere risultati perfetti in una sola passata.

    Se vuoi stirare i tuoi capelli afro e ricci senza danni permanenti, la silk press è la risposta. Questo metodo rende i capelli setosi, lisci, e gestibili per alcune settimane e richiede una minima esposizione al calore. Tuttavia, è consigliabile evitare di fare frequenti sessioni di silk press in quanto ciò potrebbe causare danni e spezzamento dei capelli.

    Puoi fare la silk press dopo aver sciolto le treccine extensions, ma è sempre consigliabile di dare una pausa ai propri capelli tra un trattamento e l’altro: Se vuoi sapere di più sulla cura dei capelli afro consulta l’articolo qui.

    Ciao! Sono Jenita Allen, Professional braider specialist con oltre 20 anni di esperienza e creatore di contenuti digitale per la community di Trecce Mania, dal 2010. Educo, scrivo e promuovo la cultura delle trecce e le acconciature afro in Italia. Il mio scopo non è solo quello di promuovere le mie creazioni ma quello di diventare un punto di riferimento per tutti gli appassionati di treccine afro e futuri braiders.

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  • La sirenetta con i dreads

    La sirenetta con i dreads

    The little Mermaid (La Sirenetta), la live action, uscita nel 2023 presenta una nuova versione della storia della famosa sirena Disney, rappresentata stavolta da una ragazza nera, l’attrice e cantante Halle Bailey! Questa è stata un bellissima scelta che espanderà il senso di rappresentazione a più bambini, che potranno anche loro sognare e sentirsi identificati in un personaggio che somiglia proprio a loro. 

    Halle Bailey

    l’attrice e cantante protagonista del film La sirenetta 2023

    Il trailer, ha portato reazioni davvero contrastanti: molte persone sono rimaste contrariate dal fatto che la live action di un film con una principessa sirena bianca, presentasse invece una protagonista nera. Ma è davvero un problema così grande il colore della pelle? Si tratta di una sirena, creatura immaginaria. Il film non era ancora uscito, e le critiche si erano concentrate solo sul colore della pelle dell’attrice: non è questo razzismo? La scelta di un’attrice nera non è però un mero esempio di “politically correct“, secondo cui sia d’obbligo rappresentare tutti giusto per accontentare, ma si tratta della necessità per le industrie di aprirsi a nuovi orizzonti, nuovi mercati, e di adeguarsi a un mondo che si evolve velocemente.

    In questo articolo, noi di Trecce Mania non vogliamo discutere di questione razziale, questo blog celebra la cultura afro e perciò vorremmo mettere l’accento su un dettaglio particolare, di cui nessuno ha ancora parlato e ci sembra giusto, anzi è doveroso parlarne in questo spazio. Avete notato la bellissima capigliatura delle nuova Ariel? I lunghissimi dreadlocks, colore rosso, rendono il personaggio ancora più originale e colorato. E per noi questa è la vera novità!

    I dreadlocks, comunemente chiamati rasta, sono una pettinatura molto diffusa nella cultura afro, che permette a migliaia di persone di sentirsi belle, se stesse, fiere della propria identità. Il termine, deriva dal movimento religioso rastafari nato in Giamaica negli anni ’30. Al culmine degli anni ’70, i dreads sono diventati per la comunità nera come un simbolo di orgoglio culturale e d’allora, questa acconciatura è diventata molto popolare. In queste pagine troverete uno spazio dedicato ai dreadlocks in modo che possiate conoscere i diversi stili sia tradizionali che moderni, molto popolari nei saloni. Per esempio, la nuova sirenetta porta dei “goddess loc“, uno style di dreads ispirato alle dee mitologiche africane. Dea in inglese per l’appunto si dice Goddess. Oltre ai goddess dreads esiste anche uno style di trecce molto popolare quest’anno: le goddess braids.

    Goddess Yemayà – Dea del mare

    Perchè vedere una sirenetta con i dreads ci sembra una novità? Dobbiamo tener presente che in passato, la rappresentazione dei dreads nel cinema è stata da sempre stereotipata. E’ successo che molte volte le attrici nere sono state costrette a indossare parrucche o lisciare i loro capelli per raggiungere una visione più “pulita” agli occhi degli spettatori. Oppure, come capita tutt’ora, vediamo sempre i rasta indossati dal “fattone giamaicano” di turno. Questo succede perché i dreads, come le treccine, in passato erano visti come qualcosa di selvaggio, quindi acquisivano in maniera errata un’associazione alla delinquenza o all’arretratezza.

    Per celebrare i dreadlock e la loro ricca storia, a dimostrazione che non rappresentano la delinquenza o la fattanza, ecco alcuni look portati dalle celebrità afro-americane.

     

    “La sirenetta” è una fiaba del 1837, dello scrittore Andersen. Nel racconto ci sono accenni che ci fanno intendere l’ambientazione nelle Isole Vergini, nei Caraibi, una volta Indie occidentali danesi. Quindi è probabile che la nostra sirenetta sia nata nel Mar dei Caraibi e abbia la pelle scura. Ovviamente si tratta di un racconto fiabesco ma i riferimenti ai Caraibi c’erano anche nel cartone animato del 1989. Infatti Sebastian, simpaticissimo granchio rosso,, era giamaicano, amava la musica e ballare.

    La Sirenetta 1989

    Invece nella mitologia e religione greca, le sirene erano esseri mostruosi, un ibrido tra donna e pesce, con il potere di ammaliare gli uomini attraverso la loro voce. Solo dopo il medioevo e nei racconti fiabeschi dell’800 queste hanno iniziato ad essere rappresentate come esseri bellissimi delle sembianze fanciullesche.

    Infine, un altra curiosità è data dal fatto che non esistono solo iconografie di sirene nell’immaginario popolare europeo. Testimonianze e racconti di sirene o figure mitologiche simili ci sono in tutto il mondo. Per esempio, nella religione e cultura afro, ci sono due importanti divinità che possiamo associare alle sirene: Oshun e Yemayá, corrispettivamente la dea (Goddess in inglese) del fiume e del mare. Esse vengono rappresentate con dei dread e lunghi capelli intrecciati, decorati con conchiglie, anelli e oro.

    Goddess Oshun – Fiumi

    I capelli nella cultura afro hanno sempre rappresentato una rilevanza importante come indicatore di stato sociale, identità e orgoglio. Nella lingua Yoruba, Olokun (identificato nel suo aspetto materno con Yemayá) significa padrone e creatore dell’immenso, del tutto: il mare. A me piace vedere la nuova sirenetta così, come la dea marina, delle lunghissime trecce che sicuramente incanterà tutti. 

    goddess dreads

    goddess braids

    Se anche tu ti senti una sirenetta ribelle dai capelli liberi come le onde, ci sono due modi in cui potresti ricreare questo stile.

    Le goddess braids: Sono le classiche boxbraids ma con aggiunta di extensions ricce all’estremità o in mezzo alle trecce. Immagina le onde da spiaggia mescolate alle treccine.

    EXTENSIONS SUPER JUMBO PREMIUM PER TRECCINE AFRICANE. 609 GR, 75cm BASTA UN PACCHETTO PER COMPLETARE IL LOOK.

    MAVIS – Extension Crochet Braids in Bioproteina – capelli Ricci 65cm. Codice sconto “treccemania20”

    I rasta finti, invece, vengono realizzati attorcigliando i capelli sintetici attraverso vari metodi, per garantire la durata ed una imitazione più reale dei dreads naturali. Consultando la sezione dreadlocks, protrai scoprire di più.

    Ciao! Sono Jenita Allen, Professional braider specialist con oltre 20 anni di esperienza e creatore di contenuti digitale per la community di Trecce Mania, dal 2010. Educo, scrivo e promuovo la cultura delle trecce e le acconciature afro in Italia. Il mio scopo non è solo quello di promuovere le mie creazioni ma quello di diventare un punto di riferimento per tutti gli appassionati di treccine afro e futuri braiders.

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  • Treccine uomo – menstyle

    Treccine uomo – menstyle

    treccine uomo – vari style

    Le treccine sono uno stile protettivo unisex, ossia vanno bene sia per l’uomo che per la donna. Ci sono però alcuni stili di trecce che sono completamente al maschile (menstyle) ma solo per il modo in cui vengono portati ed i dettagli aggiunti all’acconciatura.Tra le acconciature più popolare, ci sono le cornrows ossia le trecce aderenti (sia con extensions che senza) oppure le treccine classiche (senza aggiunta extensions) e le Boxbraids, le treccine con aggiunta di extensions.

    treccine classiche

    Si parla di treccine classiche quando vengono realizzate su i propri capelli naturali senza l’aggiunta di extensions. Le punte vengono chiuse con l’elasticchetto oppure personalizzate con l’aggiunta di perline o accessori particolari. In estate quando fa particolarmente caldo è consigliabile acquistare un pacchetto di elastichetti per rimpiazzarli in caso di spezzamento. Chi ha i capelli afro non dovrebbe temere che con lo spezzamento degli elastichetti, si possano aprire o sciogliere le trecce. Chi ha i capelli caucasici sì.

    boxbraids – treccine extensions

    Sono delle classiche treccine ma con aggiunta di extensions, per allungare o dare volume all’intreccio. Le treccine extensions, dette anche treccine afro e boxbraids in inglese, possono essere portate per una durata oltre un mese.

    Popolarissime per la loro comodità e versatilità durante i mesi estivi, sono da tempo il must have delle bella stagione.

    Da qualche tempo, anche i ragazzi hanno incominciato a portare le treccine extensions, seguendo la moda dei trapper e rapper più conosciuti del momento.

    Al momento di scegliere lo style di treccine con extensions che desideri, tieni presente che le tempistiche variano in base allo spessore delle trecce e la lunghezza.

    Lunghezza minima richiesta: 5-7 cm per capelli caucasici. Dai 3-5 cm per capelli afro

    Tempo realizzazione: 2 – 4 ore dipendo lo style

    Durata: 2 – 4 settimane dipende la tipologia di capelli

    base

    Lunghezza caschetto – spessore medio

    standard

    Lunghezza caschetto lungo – spessore fino

    jumbo

    Lunghezza e spessore grande

    Cornrows

    Cornrow – Letteralmente significa “campo di grano”, in questo modo vengono comunemente chiamate, le trecce aderenti, per la loro forma che ricordano i campi di grano. È una acconciatura tradizionale africana, molto diffusa nelle comunità degli afro discendenti, dopo la diaspora africana.

    I capelli vengono intrecciati ben aderenti alla cute, partendo dal basso verso l’alto fino a ricreare una fila ben sollevata e continua. Una tipica acconciatura può portarsi per giorni, è molto comoda e facile da gestire. Queste acconciature non danneggiano i capelli, ma è consigliabile non portarle per periodi prolungati, soprattutto se si hanno capelli e cuoio capelluto sensibile.

    Questo tipo di intreccio fa parte dei cosiddetti “sistemi protettivi” ed è tra i più popolari e versatili, utilizzato per proteggere i capelli naturali. Il fatto che siano trecce, non significa che devano durare 4 o più settimane come accade per le treccine extensions, un atra tipologia di intreccio e sistema protettivo.

    durata

    Aggiungendo extensions si può prolungare la durata estetica, rispetto a delle trecce aderenti senza extensions, ma ciò non significa che durino per tutto il tempo in perfette condizioni.

    Alcuni stili di trecce aderenti senza extensions, durano dai 5 ai 10 giorni (2, 4 o più trecce aderenti, ecc.), altri stili con extensions possono durata dalle 2 alle 3 settimane. Tutto dipenderà dalla cura e manutenzione delle trecce, e soprattutto dalla tipologia di capelli che si ha.

    tempo realizzazione

    Ci vogliono dalle 2 alle 4 ore per realizzarle (dipende il numero di trecce e dettagli geometrici). Con l’aggiunta di extensions possono essere realizzate di qualsiasi colore, mix di colori, lunghezza e style.

    Cornrows con disegni

    Questo style è particolare, per le forme che la caratterizzano: possono essere dritte (4 e più trecce), curve o formate da svariate e complicate forme geometriche.

    Cornrows con aggiunta e disegni

    Dreads

    I dreadlocks, comunemente chiamati rasta, si possono fare in diversi modi. Il metodo naturale permette una formazione irregolare e libera del dread. Invece per i vari metodi nati nei saloni occorre l’utilizzo dell’uncinetto. È necessaria l’aggiunta di capelli sintetici per formare i dreadlocks quando non si vuole danneggiare i propri capelli ed ottenere solo uno style provisorio/semi permanente.

    I rasta finti sono dei “dreadlocks sintetici” realizzati con dei capelli sintetici e l’utilizzo dell’uncinetto per ricreare l’aspetto del dread il più reale possibile.

    F.A.Q

    Manutenzione e cura

    come lavarle

    Le treccine possono essere lavate come se fossero i tuoi capelli naturali.

    – Usa uno shampoo detox oppure delicato

    – I capelli sono intrecciati quindi puoi utilizzare una quantità minore di shampoo.

    – Strofina con cura la cute massaggiando con i polpastrelli,

    – L’uso delle maschere per capelli e balsamo non è consigliato.

    Per asciugare le treccine, strizzale bene con un asciugamano. In estate si asciugano al vento, altrimenti puoi asciugarle con un colpo di Phon.

    – Distribuisce sulla cute qualche goccia di olio essenziale per la protezione della cute. Vanno bene olio di semi di lino (cristalli liquidi), di jojoba oppure al rosmarino.

    Durante il periodo invernale si raccomanda il lavaggio breve come spiegato nella sezione “consigli per la cura”.

    Come dormire

    Si raccomanda di avvolgere la testa una bandana o durag, per tenere le treccine più compatte durante il sonno ed evitare la fuori uscita di capelli.

    Le treccine davanti e quelle laterali sono le prime a rovinarsi proprio perché a contatto con il cuscino sfregiano, per questo vengono protette indossando la cuffia di seta o raso.

    Durag

    Altri consigli utili

    Durante l’estate eccessivi lavaggi e frequenti bagni in piscina o nell’acqua salata, possono rovinare più in fretta l’acconciatura.

    Al momento della doccia se non si vogliono bagnare i capelli meglio usare cuffia doccia o raccoglierli in una coda.

    Come prenotare

    Prima di prenotare, decidi quale style di trecce o acconciatura desideri.

    Allega una foto come riferimento, dello style desiderato. Specificando lunghezza e colore. Allega anche una foto dei tuoi capelli naturali per vedere tipologia e poter consigliarti.

    Gli style non presenti nel listino hanno bisogno di un preventivo.

    cornrows

    Trecce aderenti con aggiunta o senza extensions.
    da 40€

    boxbraids

    Treccine afro con aggiunta di extensions.
    da 80€

    treccine classiche

    Treccine senza aggiunta di extensions.
    da 50€

    dread finti

    Dreads sintetici realizzati con extensions.
    da 100€

    Trecce Mania

    Braider Pro

    Specializzata in treccine e acconciature afro

  • Treccine con la lana

    Treccine con la lana

    Le treccine con la lana, sono come le treccine extensions ma invece di utilizzare delle extensions sintetiche 100% kanekalon, viene utilizzato un altro materiale sintetico.

    Come sapete ci sono tantissimi altri materiali sintetici con cui si possono realizzare le acconciature afro, io personalmente preferisco il kanekalon perché è quello che si adatta di più alle varie acconciature afro:

    – non ha difficoltà nell’intreccio, non s’impiccia, è resistente al calore.

    Treccine con la lana by @treccemania

    Tipologia: Treccine con lana

    Tempo realizzazione: 4 – 6 ore

    Durata: 4 settimane

    Stagione: Autunno – Inverno

    Le treccine con la lana diciamo che si facevano tanto tempo fa quando il kanekalon non era facilmente reperibile. Corde di lana e cotone hanno da sempre abbellito l’intrecci e le acconciature di antiche popolazioni. Comunque la lana resta una valida alternativa in mancanza di qualsiasi altro materiale sintetico utile per la realizzazione delle treccine extensions.

    Io la raccomando a chi sta iniziando a muovere i primi passi nel mondo degli intrecci. Oppure per chi vuole sperimentare un colore o uno style diverso.

    Finora abbiamo parlato di lana, quindi di un materiale organico di origine animale  ma della lana che stiamo parlando qui, utile per la realizzazione delle treccine extensions è un materiale anche esso sintetico: l’acrilico.

    Quando parliamo del gomitolo utilizzato per le trecce, erroneamente non specifichiamo il materiale (cotone, lana, acrilico, fibra ecc.). Invece il materiale scelto è acrilico 100%

    Le treccine con la lana necessitano delle stesse cure come gli altri sistemi protettivi e treccine con aggiunta di extensions. 

    Ciao! Sono Jenita Allen, Professional braider specialist con oltre 20 anni di esperienza e creatore di contenuti digitale per la community di Trecce Mania, dal 2010. Educo, scrivo e promuovo la cultura delle trecce e le acconciature afro in Italia. Il mio scopo non è solo quello di promuovere le mie creazioni ma quello di diventare un punto di riferimento per tutti gli appassionati di treccine afro e futuri braiders.

    unisciti alla tribù

  • i Bantu Knots

    i Bantu Knots

    Bantu Knots

    I bantu knots sono dei codini a forma di nodo che ricoprono tutta la testa. Questa acconciatura tradizionale africana è diventata molto popolare negli anni Novanta, in pieno boom della cultura hip hop. Ma prima che diventasse popolare perchè indossata da celebrità come Rihanna e Mel B, le bantu erano già un’acconciatura con una ricca storia.

    Mentre questa acconciatura è spesso indossata come sistema protettivo per proteggere i propri capelli oppure come tecnica per definire i ricci. La storia della parola “bantu”e la sua lunga tradizione nella cultura nera e africana la rendono molto più di una semplice tendenza.

    Storia : origini del termine 

    Bantu “è un termine usato per descrivere i 300-600 gruppi etnici all’interno dell’Africa meridionale che parlavano la lingua bantu. Secondo gli studiosi, non tutte le persone all’interno di questi gruppi appartengono allo stesso gruppo omogeneo, all’interno ci sono tantissime altre lingue e dialetti che gli contraddistinguono. “Abantu ( Bantu come dicevano i coloni), è il termine zulu utilizzato con riferimento a queste persone. Infatti, è il plurale della parola ‘umuntu’, che significa ‘persona’.

    Ma come abbiamo fatto a collegare un termine legato alla lingua al nome di un acconciatura? 

    Gli studiosi ci raccontano, che fino al 19° secolo, le donne sposate o adulte zulu, venivano incoronate con complessi ed elaborati nodini sui capelli. In realtà, sia le donne che gli uomini indossavano quei nodini per indicare il loro stato civile. Si dice che il nodo bantu provenga dal popolo zulu, che è uno dei tanti gruppi etnici bantu. Per questo motivo  il termine Bantu è sostituito talvolta dal termine Zulu.

    E’ veramente complesso capire il percorso che abbia fatto questa acconciatura nel corso negli anni, anche per via della schiavitù che ha fatto perdere la connessione con l’eredità diretta. Fatto curioso è che ci ritroviamo questa acconciatura in modi molto simili anche in altre culture, non africane. (vedi Odango Style)

    L’eredità

    Oggi l’acconciatura è stata reinventata in diversi modi e rimane ancora un punto fermo per le donne nere di tutto il mondo, in particolare quelle che indossano i capelli in stili naturali. Sebbene molte afro discendenti non conoscono l’origine di questa acconciatura, è  straordinario vedere come siamo riusciti a mantenere viva questa tradizione e stile. Infatti, siamo nella continua ricerca di una connessione con le nostre radici africane. Pur non avendo accesso a fonte storiche che ci permettono di capire meglio l’origine di alcuni stili e come siano stati chiamati in quel contesto.

    Naturalmente, nel settore della moda e dello spettacolo, l’acconciatura è stata utilizzata da personaggi e celebrità non nere, e ribattezzata come “polpettine” o “mini chignon”. Le riviste hanno persino dato credito a questi come inventori dello stile o lo hanno elencato come una tendenza “nuova”. 

    Insomma, senza polemizzare, voglio solo farvi capire alcune cose. Il danno sta nel dare crediti a chi non si è inventato niente di nuovo. E’ non è la prima volta che succede. L’appropriazione culturale può essere particolarmente minacciosa per alcune culture. 

    Chi può indossare le Bantu?

    Non posso ovviamente vietare agli altri di indossare un acconciatura appartenente ad un altra cultura, ma sì posso consigliare di andare prima alla scoperta di questa cultura. Poi si apprezzerà e capirà meglio l’importanza di ciò che si sta indossando.

    Come realizzare le bantu sui capelli naturali?

    • Suddividere i capelli in piccole sezioni (quante ne vuoi, di qualsiasi forma)
    • E’ consigliabile l’utilizzo di gel per fermare meglio i capelli
    • Basta arrotolare le piccole sezioni su se stesse
    • Fermare con elastichetto o gancetto 

    Le bantu Knots: definizione dei capelli ricci

    Per avere dei ricci ben definiti, elastici e voluminosi utilizzate la tecnica dei bantu knots. Molto utilizzata da chi porta i capelli in modo naturale. Nella mia cultura afro caraibica (Cuba) gli chiamiamo “mognitos” e gli usiamo dopo aver lavato i capelli per asciugarli e ottenere un riccio non troppo crespo. 

    1. Lavare i capelli con uno shampoo naturale
    2. usare crema nutriente o balsamo
    3. Utilizzare olio di cocco per moderare i tuoi capelli con questa tecnica

    P.s L’olio di cocco può essere sostituito con qualsiasi altro prodotto adatto perla definizione dei capelli ricci senza risciacquo.

    La bantu con le extensions

    Se sei alla ricerca di un acconciatura unica, versatile e allo stesso tempo facile da realizzare, allora dovresti provare le Bantu Knots. Durante la quarantena ho indossato questo style per mantenere e proteggere i miei capelli. Ma è un acconciatura adatta a qualsiasi occasione, soprattutto se si tratta di uno spettacolo o video dance. Provate per credere! Qui a seguito il tutorial, spiegato passo per passo.

  • Tipologie di extensions

    Categoria, classe, qualità, differenze.

    Esistono diverse tipologie di extensions sintetiche, organiche e naturali per acconciature afro, treccine e dreads. Vengono suddivise per categorie, classe e qualità. Le differenze sono in alcuni casi minime, per questo è importante saper riconoscerle, quando si va ad acquistare le extensions, a seconda dello style desiderato.

    (altro…)
  • Il turbante: accessorio esotico e fashion

    Il turbante: accessorio esotico e fashion

    Il turbante è un accessorio esotico e fashion, versatile, adatto a qualsiasi style, essenziale nel tuo outfit etnico. Inoltre, protegge i tuoi capelli nello stesso modo delle trecce, dallo smog, polvere e sole.

    Il turbante fa subito pensare a luoghi esotici, al mare, all’estate. Adesso è di super tendenza per la sua praticità e bellezza! Possiamo portarlo sia in città che al mare, in qualsiasi occasione.

    È un accessorio che sta bene a tutte, sia che si porti a fascia che a copertura totale.

    C’è da dire, però, che la scelta di questo accessorio super chic che unisce le culture più disparate (è, infatti, originario dell’antico Oriente, ma è stato sdoganato nella moda occidentale agli inizi del ‘900 dallo stilista Paul Poiret) può rivelarsi comunque strategica, e migliorare le nostre caratteristiche facciali in base alla loro tipologia.

    Le fantasie floreali sono le più gettonate

    Abbiamo già potuto constatare, come le maison di moda più celebri abbiano contribuito al rilancio di questa fantasia, da Moschino a Gucci.
    Abbracciando la voglia di colore dell’estate, se ne possono trovare nei negozi sia online che fisici, con stampe ampie e colorate.

    É un ottimo alleato per creare da zero un look con la massima resa ed il minimo sforzo.

  • Prendersi cura delle extensions

    Prendersi cura delle extensions

    1. Lavare con lo shampoo adatto e non aggressivo minimo una volta a settimana. Usare maschera idratante o abbondante balsamo.

    2. Non utilizzare il ferro o la piastra ad altissima temperatura, utilizza sempre la protezione termica per i capelli. Lascia i capelli asciugarsi all’aria e usa i bigodini per farli diventare mossi.

    4. Dormi con un retino o turbante (foulard) di seta per capelli. Meglio se i capelli sono raccolti in una treccia o coda.

    5. Spazzola frequentemente iniziando dalle punte alla radice. Puoi utilizzare le tue dita oppure un pettine di legno a denti grossi in caso di extensions ricce o mosse, va bene anche la spazzola per extensions.

    6. Usa olio d’argan oppure olio per extensions per nutrire e mantenere idratate le extensions. Spruzza del acqua ogni tanto sulle extensions per facilitare pettinatura.

    7. In caso di una chiusura “lace frontal”, usare una cuffietta protettiva prima di incollare o cucire.

    Evita di ritrovarti dopo due mesi con le extensions rovinate, sfibrate praticamente inutilizzabili. Basta seguire e questi pochi consigli.

    Non tirare i nodi delle extensions, cercando di scioglierli come se fossero capelli normali. Una trazione eccessiva riesce si infatti a sciogliere i nodi in fase di pettinatura e spazzolamento ma crea migliaia di microfrattura che compromettono la struttura interna dell’extension stessa.

    Come ripeto spesso, le extensions anche se di capelli veri non sono capelli vivi. Quindi non possiedono né la naturale elasticità della cheratina, né la capacità di rigenerarsi di un capello ancora attaccato al bulbo.

    Trattamenti di colore, decolorazione e calore eccessivo sulle extensions riducono la loro durata e qualità. Certi trattamenti, sottopongono le extensions a uno stress chimico e distruttivo. Quindi evitare proprio se non necessario.

    Se hai una tessitura parziale, cioè poco più di 100/150 grammi di extensions (installate su 3 o 4 righe di trecce); al momento del lavaggio ricorda di dividere i capelli in piccole sezioni che corrispondano alla quantità di righe di extensions che si ha. In questo modo facili il lavaggio ed eviti la formazione di nodi. Stessa operazione può essere ripetuta al momento della messa in piega, per evitare eccessiva trazione.

    Infine, ricorda di non applicare il calore sui capelli bagnati durante le operazioni di messa in piega, che danneggia già di suo anche i capelli naturali. Proteggi prima le extensions con degli appositi spray oppure oli protettivi, attendi qualche minuto e poi procedi!

    Foto dal web
  • Il PREZZO DELLE TRECCINE AFRO

    Il PREZZO DELLE TRECCINE AFRO

    Se sei alla ricerca del prezzo giusto che ti possono chiedere per le treccine, sei nel posto giusto. Leggi attentamente: in questo articolo troverai tutte le informazioni sui prezzi e sulle valutazioni delle treccine e di altre acconciature con le trecce afro.

    Ho deciso di scrivere questo articolo perché siete in tante a chiedermelo, da tutte le parti dell’Italia. Leggo spesso che la domanda principale senza verificare dove si trova l’esperta o quale sia lo stile scelto è:

    QUANTO COSTANO LE TRECCINE?

    Come ho già spiegato, per le treccine e altre acconciature afro non c’è un prezzo fisso. Si tratta di lavorazioni artigianali e artistiche, quindi il prezzo varia in base a:

    • Lo style desiderato
    • La lunghezza e il colore scelto
    • La tipologia di capelli della cliente

    Alcuni prezzi vengono valutati anche sulla base delle ore necessarie per realizzare lo style e dei materiali utilizzati. Ad esempio:

    In sintesi, non esiste un prezzo fisso, ma si può individuare un prezzo base di riferimento.

    Ricorda che prezzo basso non significa necessariamente bassa qualità, e prezzo alto non garantisce automaticamente un lavoro eccellente. Tutto dipende da professionalità, qualità, esperienza e passione.

    Chi stabilisce il prezzo?

    La braider è l’unica che può stabilire il prezzo corretto del proprio lavoro. Non è il cliente a dettare il prezzo. Se vi rivolgete a una professionista seria:

    • Non abbiate paura di rispettare il valore del suo lavoro
    • Se non siete d’accordo, potete sempre cercare un’altra braider

    Pensa anche a questo: se desideri acconciature complesse e di qualità, estetica perfetta, velocità e durata — equiparabile a quella di Beyoncé o Rihanna — perché dovresti pagare meno di certe cifre?

    Linee guida sui prezzi per future professioniste

    Molte allieve mi chiedono quale prezzo potrebbero consigliare alle loro clienti. Non mi piace dare alle mie allieve o scrivere in questo post pubblico il prezzo fisso o un listino prezzi che secondo me sia quello giusto. Non credo che lo farò mai perché sono una ferrea sostenitrice di questa arte ma eccovi alcune indicazioni basate sulla mia esperienza:

    Valuta il tuo valore: considera la tua esperienza, la formazione, gli attestati, la manualità, il tempo impiegato e la qualità del servizio che offri.

    Inizia con offerte iniziali: se sei alle prime armi, puoi fare offerte per farti conoscere, acquisire manualità e costruire un portfolio di clienti soddisfatte.

    Manodopera e materiali: la manodopera può avere diversi prezzi a seconda delle ore necessarie per completare lo style, del materiale utilizzato, dei prodotti e dei consigli che offri. Tutti questi elementi contribuiscono al prezzo finale.

    Niente standard rigidi: non esiste un prezzo fisso o “base” da seguire. Le treccine non sono come le unghie o altri servizi del settore estetico: qui si parla di cultura. Di una cultura fortemente razzializzata e discriminata che lotta ogni giorno per avere un suo posto e riconoscimento nel mondo, quindi è una una tradizione che merita rispetto e riconoscimento.

    Difendi la tua arte: paragonare questo settore ad altri servizi estetici rischia di svalutare il lavoro delle braider. Prezzi uniformi in altri settori spesso portano a bassa qualità e saturazione del mercato.

    Riconosci il valore del tuo lavoro: non fare il prezzo perché qualcun altro ha detto che uno style costa poco, o perché “mia cugina ha pagato meno”. Il prezzo lo stabilisci tu, basandoti su esperienza, qualità e professionalità.

    Clienti giusti: il cliente che apprezza il tuo lavoro e la tua persona pagherà qualsiasi prezzo ragionevole.

    Imparerai le tecniche essenziali per perfezionare l’arte dell’intreccio, sia su capelli afro che caucasici. È pensato per offrire un apprendimento completo, con moduli strutturati secondo un approccio accademico.

    Consigli per trovare una braider esperta

    • Cerca professioniste che fanno questo lavoro tutto l’anno
    • Assicurati che abbiano esperienza su diversi tipi di capelli (afro ed caucasico)
    • Pazienza e dedizione sono fondamentali
    • Valuta recensioni e portfolio
    • Il prezzo non deve essere la preoccupazione principale: il valore sta nella professionalità e nella qualità del lavoro

    Alcuni style protettivi possono durare anche oltre un mese, quindi valuta sempre la durata dell’acconciatura: il prezzo riflette anche il tempo che la cliente potrà godersi lo style.

    Qui vi lascio qualche consiglio utile su dove fare le treccine e come trovare un professionista in questo settore, nella vostra zona

    In bocca al lupo per la ricerca ♡