Autore: treccemania

  • una braider al festival di sanremo

    una braider al festival di sanremo

    Nel 2024 ho avuto l’opportunità di lavorare come braider professionista nella Noioteca di Angelina Mango, vincitrice di quell’edizione del Festival di Sanremo. Ho collaborato con il suo team in uno degli eventi mediatici più importanti d’Italia, portando le trecce dentro un contesto televisivo, artistico e professionale di altissimo livello.

    Non ero lì come spettatrice. Ero lì per Lavorare.

    Sanremo non è solo musica. È produzione, è immagine, è cura del dettaglio. È un luogo dove ogni scelta estetica comunica qualcosa. E poter contribuire con il mio lavoro in un contesto del genere mi ha ricordato profondamente perché Trecce Mania esiste e perché continuo a costruire questo progetto con determinazione.

    Questo articolo non è un semplice racconto. E’ un case study su cosa significa portare le trecce afro in un evento di livello nazionale.

    esperienza e backstage – trecce mania

    Lavorare come braider per un festival musicale significa:

    • Gestione precisa dei tempi
    • Coordinamento con stylist e team artistici
    • Capacità di adattare le trecce al concept dell’artista
    • Rapidità esecutiva senza perdere qualità tecnica
    • Professionalità sotto pressione

    In quei giorni ho incontrato artisti, stylist, brand italiani, professionisti del settore beauty e moda. Ho visto con i miei occhi quanto sia importante essere preparati, strutturati, professionali.

    Quell’esperienza ha rafforzato una convinzione che porto avanti ogni giorno: Le trecce non sono un hobby.

    Sono cultura, tecnica, progetto, professione.

    cosa insegna questo case study

    Negli ultimi anni il settore sta cambiando livello. Se oggi una braider può lavorare a Sanremo, in una fashion week o collaborare con artisti e parrucchieri affermati, non è un caso. È il risultato di:

    • Anni di formazione ed esperienza
    • Studio della tecnica
    • Costruzione di un metodo
    • Credibilità nel settore

    In Italia i professionisti realmente formati in questo settore sono ancora pochi. Il talento non manca, ma senza metodo e struttura rischia di restare invisibile. È per questo che nei miei corsi non insegno solo a intrecciare: insegno a costruire una carrirera, a comprendere il valore culturale delle acconciature afro e a posizionarsi come professionisti.

    Vuoi trasformare la tua passione per le trecce in una professione?

    Se il tuo obiettivo non è costruire una carriera nel mondo delle trecce afro, puoi iniziare con una formazione strutturata.

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  • treccine afro e appropriazione culturale: storia, identità e consapevolezza

    treccine afro e appropriazione culturale: storia, identità e consapevolezza

    Perché questo argomento è più profondo di quanto sembri

    Negli ultimi tempi, parlando di treccine afro sui social, si è acceso un dibattito acceso: chi è favorevole, chi è contrario, chi semplifica tutto con frasi superficiali e chi — purtroppo — arriva a commenti razzisti.

    Il mio intento non è mai stato creare divisioni tra culture. Il mio obiettivo è uno solo: portare consapevolezza. Perché le treccine afro non sono una moda qualunque. Sono il risultato di una storia lunga, dolorosa, resistente. E per capirle davvero bisogna andare oltre l’estetica.

    Cosa sono le treccine afro (e perchè si chiamano così)?

    Le treccine afro (comunemente dette così) sono tecniche di intreccio nate all’interno delle culture africane e afro discendenti. Non sono semplici acconciature decorative, ma pratiche che uniscono:

    • cura del capello afro e riccio
    • protezione della cute
    • trasmissione culturale
    • identità sociale

    In molte società africane le acconciature raccontavano chi eri: età, appartenenza, ruolo nella comunità, stato civile. Le treccine erano (e sono) un linguaggio visivo.

    La diaspora africana e il valore identitario delle treccine

    Per capire davvero perché le treccine afro sono così cariche di significato, bisogna parlare della diaspora africana.

    Con la tratta transatlantica degli schiavi, milioni di persone africane furono strappate alle loro terre e disperse in Europa, nelle Americhe e nei Caraibi. In questo processo violento non vennero portati via solo corpi, ma anche lingue, tradizioni, spiritualità, sistemi sociali. Eppure, qualcosa riuscì a sopravvivere.

    Prima della schiavitù, in molte società africane le acconciature erano un vero linguaggio visivo: raccontavano l’età, lo status sociale, l’appartenenza a un gruppo, lo stato civile, persino il ruolo spirituale di una persona. Le treccine non erano semplici “pettinature”. Erano identità intrecciate.

    Durante la schiavitù, quando tutto venne spogliato — dignità, nomi, famiglie — i capelli rimasero uno degli ultimi spazi di espressione culturale possibile. Anche in condizioni disumane, intrecciare diventò un gesto di resistenza silenziosa.

    Esistono testimonianze secondo cui, in alcuni contesti, le treccine venivano utilizzate anche come sistemi di mappatura: i disegni sul cuoio capelluto rappresentavano percorsi, strade, direzioni per la fuga dalle piantagioni. In certi casi, nei capelli venivano nascosti semi, come atto simbolico di speranza e continuità.

    Questo ci dice una cosa fondamentale: le treccine non erano solo estetica. Erano sopravvivenza.

    Con il tempo, attraverso la diaspora, queste pratiche si sono trasformate, adattate, contaminate con altre culture. Ma il loro valore simbolico è rimasto.

    Per molte persone nere e afrodiscendenti oggi, portare treccine significa:

    • riconnettersi alle proprie radici
    • affermare la propria identità
    • rifiutare standard di bellezza eurocentrici
    • rivendicare il diritto di esistere così come si è

    Ecco perché, ancora oggi, i capelli afro sono un terreno politico. Non è solo una questione di stile. È una questione di visibilità, dignità e appartenenza.

    A woman braiding another woman's hair while sitting on a patterned blanket on grass.

    Gli standard di bellezza occidentali e il controllo sul corpo nero

    Per capire fino in fondo perché i capelli afro — e le treccine — siano ancora oggi un terreno così delicato, bisogna parlare degli standard di bellezza occidentali. Per secoli, il modello estetico dominante è stato uno solo europeo: pelle chiara, tratti sottili, capelli lisci.

    Tutto ciò che si discostava da questo canone veniva percepito come:

    • disordinato
    • selvaggio

    I capelli afro sono stati uno dei primi bersagli di questa narrazione. Alle donne nere è stato insegnato che per essere accettate dovevano adattarsi:

    stirare i capelli, rilassarli chimicamente, coprirli con parrucche lisce, nascondere la propria texture naturale. Non per scelta estetica libera, ma per sopravvivenza sociale.

    Ancora oggi, in molti contesti lavorativi, scolastici e istituzionali, i capelli afro naturali o le acconciature protettive vengono considerate “poco professionali”. In alcuni Paesi esistono perfino regolamenti che limitano esplicitamente dread, treccine o afro.

    Le treccine, quindi, non sono solo uno stile. Sono una risposta a un sistema che per generazioni ha chiesto alle persone nere di adattarsi a un’estetica che non le rappresentava. Per molte donne afrodiscendenti, scegliere di portare i capelli naturali o intrecciati è un atto politico, oltre che personale.

    È un modo per dire:

    esisto così come sono.

    Ed è proprio qui che il discorso si collega all’appropriazione culturale. Perché quando una cultura viene penalizzata per ciò che è, mentre la stessa estetica diventa “cool” su altri corpi, il problema non è il look. È il privilegio.

    Il legame tra treccine e capelli afro: protezione, identità, continuità

    Le treccine afro non possono essere separate dal capello afro. Non nascono come semplice acconciatura decorativa, ma come risposta pratica, culturale e identitaria a una texture specifica: il capello crespo, riccio, spiralato.

    Il capello afro è naturalmente più secco e fragile rispetto ad altre tipologie. Per questo, da secoli, nella comunità nera e afro discendente si sono sviluppate tecniche di protective styling: intrecci, twist, locs, cornrows.

    Lo scopo era (ed è):

    • proteggere il capello dalla rottura
    • trattenere l’idratazione
    • ridurre la manipolazione quotidiana
    • favorire la crescita
    • mantenere ordine e pulizia in contesti spesso difficili

    Le treccine sono quindi anche cura. Sono un modo per tramandare gesti, rituali e sapere da una generazione all’altra.

    Madri che intrecciano le figlie. Zie, nonne, sorelle che si siedono insieme a pettinare. È un momento intimo, comunitario.

    Per molte persone afrodiscendenti, le treccine rappresentano un ritorno alle radici, un riappropriarsi del proprio corpo dopo secoli in cui quel corpo è stato controllato, giudicato, addomesticato.

    Ecco perché oggi, quando vediamo le treccine diventare una moda passeggera, scollegata da tutto questo, il discorso si fa delicato. Perché ciò che per alcuni è solo estetica, per altri è memoria, sopravvivenza e identità.

    Colorful portrait of a woman wearing traditional attire and holding a pineapple in Oaxaca, Mexico.

    Appropriazione culturale: cosa dice il diritto internazionale

    Spesso si pensa che l’appropriazione culturale sia un concetto nato sui social o limitato agli Stati Uniti. In realtà, è un tema riconosciuto anche a livello internazionale. Organismi come l’ONU e l’UNESCO parlano da anni di sfruttamento culturale delle comunità minoritarie e indigene. In particolare, l’UNESCO tutela il patrimonio culturale immateriale, che include pratiche, tradizioni, conoscenze e forme di espressione identitarie dei popoli.

    L’appropriazione culturale viene intesa come:

    l’uso di elementi culturali di una comunità da parte di gruppi dominanti, senza consenso, senza riconoscimento e senza beneficio per la comunità di origine.

    Il problema non è lo scambio tra culture — che è naturale e umano — ma il rapporto di potere.

    Quando una cultura dominante prende elementi da una cultura storicamente oppressa, li commercializza o li rende di moda, mentre quella stessa comunità continua a subire discriminazioni per quegli stessi elementi, si crea una dinamica profondamente sbilanciata.

    In altre parole:

    • chi appartiene alla cultura dominante può “giocare” con quell’estetica
    • chi appartiene alla cultura di origine viene giudicato per essa

    Questo è il nodo centrale dell’appropriazione culturale. Non riguarda il singolo gesto isolato. Riguarda il sistema. Riguarda chi ha voce, chi ha visibilità, chi trae profitto e chi continua a pagare il prezzo.

    Ed è per questo che ridurre tutto a frasi come:

    “ma anche i vichinghi facevano le trecce”

    significa perdere completamente il punto. Non stiamo parlando solo di acconciature. Stiamo parlando di identità, storia e disuguaglianze ancora attive.

    Apprezzamento culturale vs appropriazione culturale: una differenza fondamentale

    Arriviamo al punto centrale. Non si tratta di decidere chi “può” o “non può” fare qualcosa. Si tratta di come ci si avvicina a una cultura.

    Apprezzamento culturale

    C’è apprezzamento culturale quando:

    • ti informi sulla storia di ciò che indossi
    • riconosci da dove nasce
    • rispetti il significato profondo di quello stile
    • dai spazio alle voci della comunità di origine
    • sostieni quella cultura anche nelle sue battaglie
    • non minimizzi le discriminazioni che quella comunità vive

    È un avvicinamento consapevole. Non consumi una cultura: ci entri in relazione.

    Appropriazione culturale

    C’è appropriazione culturale quando:

    • prendi solo le parti “belle” (acconciature, estetica, musica, moda)
    • ignori o sminuisci il contesto storico
    • respingi chi ti parla di discriminazione
    • trasformi una cultura in trend
    • benefici di qualcosa per cui altri vengono ancora penalizzati

    In questo caso non c’è scambio. C’è squilibrio.

    Il problema non è le treccine in sé. Il problema è quando lo stesso stile che su un corpo nero viene giudicato “poco professionale”, su un corpo bianco diventa “cool”. Questo è il privilegio. Ed è qui che nasce il dolore.


    Una riflessione finale

    Il mio intento non è creare divisioni tra culture. Al contrario. Immagino un futuro in cui le culture possano incontrarsi senza che quella minoritaria continui a pagare il prezzo. Ma questo futuro passa dalla consapevolezza.

    • Studiare.
    • Ascoltare.
    • Rispettare.
    • Sostenere.

    Non basta dire “mi piace”. Serve responsabilità.

    Io continuerò a parlarne, a informarmi e a condividere ciò che so. Perché le treccine non sono solo capelli intrecciati. Sono storia viva.

    Benvenuti nella Tribù Trecciolosa.

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  • Protetto: catalogo – trecce mania

    Protetto: catalogo – trecce mania

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  • I capelli afro non si toccano

    I capelli afro non si toccano

    Perche i capelli afro non si dovrebbero toccare?


    Capita spesso che persone di etnia non afro mi chiedano perché non si possano toccare i capelli afro. Se anche tu ti sei mai chiesto questa cosa o hai seguito discussioni sull’argomento, probabilmente stai cercando di capire meglio. In questo articolo, vedremo alcune delle principali ragioni per cui i capelli afro non dovrebbero essere toccati da chi non li ha.

    tipologia

    I capelli afro sono naturalmente più sottili e delicati. Assorbono facilmente l’umidità e gli oli, ma anche polvere, sporcizia e batteri. Questo non significa che siano deboli, ma che richiedono una cura particolare, sia in termini di prodotti specifici, tempo, che denaro. Il mio consiglio è di non lasciare che chiunque ci metta le mani sopra. Per esempio, noi stessi, per proteggerli, dormiamo con un panno o una cuffia di seta.

    questione razziale

    Da secoli, i capelli afro sono stati oggetto di discriminazione. Durante il periodo della schiavitù, erano visti come un simbolo di “indigenità” e “tribalismo”, e persino oggi, molte persone afro devono combattere contro pregiudizi legati alla loro acconciatura naturale. In certi ambienti, i capelli afro o le trecce sono considerati poco professionali, associati a stereotipi negativi.

    Se una persona bianca porta la stessa acconciatura, diventa immediatamente una tendenza, senza alcun giudizio. Questo doppio standard è un chiaro riflesso di come la società ha sempre trattato le persone afro e i loro tratti distintivi, facendoli sembrare “diversi” o “rari” solo perché non sono conformi agli standard dominanti.

    Puoi approfondire questo discorso nell’articolo : treccine afro e appropriazione culturale.

    rispettare i confini


    Toccare i capelli di qualcun altro è sempre una mancanza di rispetto, indipendentemente dal tipo di capelli. Tuttavia, quando si tratta di capelli afro, c’è una storia che aggiunge peso a questa azione. Non si tratta solo di “curiosità”, ma di una continua riduzione delle persone afro a un “oggetto esotico” da esplorare, come se fossero qualcosa da osservare, ma non da rispettare. Immagina se qualcun altro toccasse i tuoi capelli senza permesso: sarebbe invadente, giusto? Lo stesso vale per chi ha i capelli afro.

    il concetto di white supremacy


    Le radici di questa mancanza di rispetto affondano nella storia del colonialismo e della supremazia bianca. L’alto grado di privilegio e il controllo culturale che le società colonizzatrici hanno avuto per secoli le ha portate a giustificare atti di dominazione, come il toccare i capelli afro. Alcune persone non si rendono nemmeno conto di quanto siano radicati questi pregiudizi, come quella persona che nei commenti diceva “Non vedo niente di male, lo faccio per complimentarmi”. Ma ci chiediamo mai se lo facciamo a chiunque abbia capelli belli? La risposta, probabilmente, è no.

    un problema oltre razziale: la cura dei capelli afro

    Il tema dei capelli afro va ben oltre la discriminazione sociale e razziale. La loro cura richiede un impegno costante e un’attenzione particolare. Non solo dobbiamo proteggerli da chi li tocca senza pensare, ma anche prendercene cura nel giusto modo. I capelli afro sono particolarmente sensibili e necessitano di una routine idratante, nutriente e protettiva. Prodotti specifici, come oli naturali, creme idratanti e maschere nutrienti, sono essenziali per mantenere la loro salute e bellezza. Inoltre, strumenti adeguati come pettini a denti larghi o spazzole di qualità sono fondamentali per evitare rotture durante il districamento. Se vuoi saperne di più, consulta l’articolo dedicato ai consigli per la cura dei capelli afro e ricci e come prepararli per l’intreccio.

  • Consigli e cura capelli afro

    consigli e cura capello afro

    Idratazione, Districamento e Preparazione per l’Intreccio

    I capelli afro, con la loro texture riccia e voluminosa, sono un vero e proprio simbolo di bellezza e personalità. Tuttavia, richiedono una cura specifica per mantenersi sani e forti. La chiave di una buona cura dei capelli afro risiede nell’idratazione e nell’utilizzo dei prodotti giusti. Vediamo insieme come trattare i tuoi capelli afro, dal districamento alla preparazione per le treccine, per ottenere risultati impeccabili.

    L’Importanza dell’Idratazione

    I capelli afro tendono a essere naturalmente più secchi rispetto ad altri tipi di capelli. Questo perché la forma riccia rende difficile il naturale processo di distribuzione degli oli naturali dal cuoio capelluto lungo il fusto del capello. Per questo motivo, è essenziale utilizzare prodotti che idratano in profondità, mantenendo il capello morbido e sano.

    Prodotti consigliati per l’idratazione:

    Oli naturali come l’olio di cocco, l’olio di argan o l’olio di jojoba, che sono perfetti per nutrire e idratare.

    Creme idratanti specifiche per capelli afro, che mantengono il capello morbido senza appesantirlo.

    Maschere nutriente da fare una volta a settimana per rinforzare il capello.

    Un accessorio che non deve mai mancare nella tua routine è la bottiglietta spray per idratazione refresh. Ti servirà per bagnare e idratare i capelli ogni volta che vuoi dare un refresh al tuo style, spazzolarli o sciogliere qualche nodo. L’idratazione è essenziale per mantenere i capelli morbidi e gestibili durante il giorno, aiutandoti a evitare il frizz e mantenendo il capello sempre ben idratato.

    Districare: La Giusta Tecnica

    Districare i capelli afro può essere una delle fasi più delicate della cura. È importante farlo con attenzione per evitare di spezzare i capelli. Utilizza sempre un buon districante per capelli afro e pettina i capelli quando sono ancora umidi, preferibilmente dopo aver applicato un balsamo condizionante.

    Consigli per il districamento:

    Usa un pettine a denti larghi per evitare la rottura dei capelli.

    Lavora in sezioni: districa piccole sezioni di capelli alla volta, partendo dalle punte e salendo verso le radici.

    Applica un olio o un balsamo districante per facilitare il processo e ridurre il rischio di danneggiare i capelli.

    pettinare i capelli afro

    Pettinare i capelli afro richiede pazienza, ma con gli strumenti giusti può diventare un processo molto più semplice. Usa sempre pettini o spazzole specifiche per capelli ricci o afro. Evita di pettinare i capelli quando sono asciutti, poiché ciò potrebbe causare frizz e spezzarli.

    strumenti utili

    Spazzole a denti larghi: ideali per separare le ciocche senza compromettere la forma naturale del riccio.

    Pettini con denti larghi: altrettanto adatti per i capelli afro, soprattutto per il districamento dopo il lavaggio.

    Come Proteggere i Tuoi Afro Durante il Sonno

    Per mantenere la tua acconciatura afro perfetta anche al risveglio, è fondamentale proteggerla durante la notte. I capelli afro tendono a seccarsi e danneggiarsi se non protetti adeguatamente mentre dormi. La soluzione migliore è usare accessori in tessuti morbidi e setosi che riducano l’attrito e mantengano l’umidità nei capelli.

    Accessori consigliati:

    Cuffia o cuscino in seta o raso questi materiali sono ideali per proteggere i capelli dal frizz e dall’elettricità statica, evitando che si secchino e si spezzino durante la notte.

    preparare i capelli afro per lintreccio

    Una volta che i capelli sono ben idratati e districati, è fondamentale prepararli adeguatamente per l’intreccio. Capelli ben idratati e districati si intrecciano con maggiore facilità.

    Applicare un gel o una crema per trecce che aiuti a mantenere la forma della treccia e ridurre il frizz.

    Proteggi la cute con un olio leggero per evitare secchezza e prurito.

    Curare i capelli afro è una vera e propria arte che richiede i giusti prodotti e tecniche. Idratazione, districamento e preparazione sono i pilastri fondamentali per mantenere i tuoi capelli sani, belli e pronti per qualsiasi acconciatura, dalle treccine ai look più naturali. Scegli i prodotti giusti e segui questi passaggi per ottenere risultati che durano nel tempo e che esaltano la bellezza naturale dei tuoi capelli afro.

    Attenzione! I prodotti consigliati in questa guida sono indicati in generale per i capelli ricci o afro senza tenere conto della diversità tra ciascuna tipologia.

    Imparerai le tecniche essenziali per perfezionare l’arte dell’intreccio, sia su capelli afro che caucasici. È pensato per offrire un apprendimento completo, con moduli strutturati secondo un approccio accademico.

  • trecce mania a sanremo

    la noioteca

    Sanremo 2024

    In collaborazione con Angelina mango

    Durante tutta la settimana del Festival di Sanremo, Trecce Mania è stato partner de “La Noioteca”, uno spazio fisico creato nel cuore di Sanremo su idea di Angelina Mango dove si sono svolte varie attività collegate al testo della canzone, tra le quali indossare treccine colorate “da snodare pian piano con l’età”, citando il testo della canzone di Angelina Mango portata in gara – La noia.  

    Per l’occasione ho intrecciato oltre un migliaio di treccine coloratissime e brillantinate, andate sold out durante il festival.

  • Cyber treccine

    Le cyber treccine: Guida Completa

    Le Cyber Treccine, o “CyberBraids” in inglese, sono una delle ultime tendenze nel mondo delle acconciature. Sono come i cyberdreads ma le extensions invece che attorcigliate vengono intrecciate come in una classica treccina. La loro versatilità e il look unico le rendono ideali per chi ama sperimentare nuovi stili o per chi desidera un cambio di look temporaneo. Facili da applicare e riutilizzabili, queste treccine rappresentano un’opzione comoda e creativa per ogni occasione, dal casual al festival.

    Cyber treccine coloratissime a tema “Festival Dream“, personalizzate e realizzate in collaborazione, per la Noioteca di Angelina Mango – Sanremo 2024

    Le Cyberbraids vengono realizzate con l’utilizzo di extensions sintetiche (100% di fibra kenekalon), per cui la scelta del colore è ampia. Nello stesso modo delle treccine extensions, possono essere:

    • Monocolore classicole treccine sono di un solo colore (colori naturali, nero, castano, ecc.)
    • Bicoloredue colori o più colori scelti, vengono abbinati.
    • Effetto shatush: alla base c’è un colore e le punte finiscono in altro colore
    • Mix colori: più colori vengono mescolati insieme per ricreare una tonalità particolare od unica.

    Procedura di Montaggio

    Il montaggio completo delle Cyber Treccine su tutta la testa richiede circa 4 ore. La tecnica è la stessa che utilizziamo per il montaggio dei cyber dreads, semplice e sicura: le treccine vengono fissate ai capelli naturali tramite una piccola treccina, bloccata con del filo o con un elastico di gomma.

    Questa tecnica non è dannosa per i capelli e permette di ottenere un risultato stabile e duraturo senza stressare la chioma. Inoltre, il procedimento è alla portata anche di chi ha poca manualità, rendendole una scelta perfetta anche per i principianti.

    Requisiti di Lunghezza dei Capelli

    Per poter applicare le Cyber Treccine è sufficiente una lunghezza minima di capelli di circa 5-7 cm, anche se in alcuni casi – come per le treccine extensions – può bastare anche una lunghezza di 3-5 cm, a seconda della tipologia del capello. Questa flessibilità permette di adattare le Cyber Treccine a diverse texture e lunghezze, offrendo un risultato naturale e armonioso.

    Durata e Manutenzione

    Le CyberTreccine possono essere indossate per diverse settimane (da 4-6 settimane), a seconda di come vengono mantenute. Per la manutenzione quotidiana, è consigliabile evitare eccessivi lavaggi o trattamenti troppo intensi. Leggeri lavaggi e una cura delicata aiutano a mantenerle al meglio, controllando la ricrescita e prevenendo la fuoriuscita di capelli per tutto il periodo che porterai le treccine.

    Versatilità e Riutilizzo

    Una delle caratteristiche principali delle Cyber Treccine è la loro versatilità. Possono essere montate e smontate con facilità, e grazie ai materiali di qualità, sono riutilizzabili. Questa flessibilità le rende ideali per chi ama cambiare spesso look o per chi vuole utilizzare lo stesso set di treccine in più occasioni.

    L’elaborazione è artigianale, ogni set viene realizzato con cura. Le trecce possono essere personalizzate per lunghezza, colore e aggiunta di dettagli (accessori, fili colorati, anelli, ecc.)

    Spedizione gratuita in tutta Italia.

    Quando toglierai il tuo set di cyber treccine, ti consiglio di metterle a mollo in una bacinella con acqua fredda o tiepida e shampoo, in questo modo potrai igienizzarli in modo più profondo e dopo conservarle profumate e pulite in una busta, fino alla prossima applicazione.

    Differenza tra Single End e Double End

    Esistono due tipi di CyberTreccine: le single end e le double end. La principale differenza risiede nella forma della treccina:

    Single End: queste treccine finiscono con una sola punta e sono ideali quando si desidera aggiungere qualche ciocca singola, magari per completare uno stile personalizzato. Ad esempio, il set “festival dream”, disponibile sul sito, offre un assortimento di single end perfette per questo scopo. Le single end possono essere agganciate sia con il metodo dell’elastico di gomma sia tramite il metodo a uncinetto (crochet braids).

    Double End: le double end, invece, terminano a due punte, offrendo una maggiore copertura e risultando ideali per acconciature che coprono tutta la testa. Per chi cerca un look boho e libero, il “Wild kit” è un mix di cyber treccine e cyber dreads perfetto per creare acconciature piene e coprenti. Tra single e double end, non ci sono differenze di spessore o lunghezza: la scelta dipende solo dallo stile che si desidera ottenere.

    Le CyberTreccine sono la soluzione perfetta per chi cerca un look unico e versatile senza compromettere la salute dei capelli. Con una procedura di montaggio semplice e flessibile e la possibilità di scegliere tra single e double end, sono ideali sia per chi desidera un cambiamento temporaneo sia per chi vuole un’acconciatura di lunga durata. Esplora le possibilità di stile offerte dai set “festival dream” e “Wild kit” per trovare il look che meglio esprime la tua personalità!

  • silkpress – capelli afro lisci come la seta

    silkpress – capelli afro lisci come la seta

    Se vuoi lisciare i tuoi capelli afro senza danneggiare i ricci, il metodo Silk Press sarà la tua scelta più sicura. Si tratta della versione moderna e migliorata della vecchia tecnica di stiratura con il pettine a caldo.

    La nuova tecnica consiste nell’utilizzare gli strumenti e prodotti giusti alla giusta temperatura. Funziona bene anche per capelli spessi e ruvidi, adatta soprattutto alla tipologia di riccio afro 3 e 4c.

    Garantisce capelli sani: non provoca danni permanenti alla struttura del capello se utilizzato il prodotto, tecnica e temperatura giusta.

    Cambio di look: è il modo più semplice per cambiare look, in poco tempo e spendendo poco.

    Cura semplice: Non esiste un rigoroso processo di post-trattamento, ricorda però di avvolgere i capelli in un panno di seta al momento di andare a dormire aiuta a mantenere il risultato più a lungo. Dura dalle 2 alle 3 settimane.

    Non bagnare i capelli: Evitare l’acqua poiché i capelli torneranno alla loro forma originale.

    Cute grassa e sudorazione: se tendi ad avere la cute grassa, fai sport o sudi molto, dovrai avere maggiori accorgimenti per mantenere la cute asciutta e prolungare la durata. Fare una silk press significa non lavare i capelli per 2-3 settimane. Durante questo periodo, il cuoio capelluto produrrà oli naturali. I capelli saranno anche soggetti all’inquinamento e smog, che si aggiunge all’accumulo di sporco.

    Danneggia i capelli? Può danneggiare i capelli se non vengono utilizzati i prodotti giusti alla temperatura giusta. Rivolgiti ad un professionista o in alternativa, se fai a casa, usa sempre la protezione termica per i capelli. Inoltre, fare la piastra troppo spesso può danneggiare i capelli ed essere la causa delle doppie punte.

    Per un trattamento lisciante con la piastra ottenendo gli stessi risultati da salone segui questi semplici consigli.

    Detergere con uno shampoo detox: Pulisci i capelli e il cuoio capelluto con uno shampoo idratante e disinfettante che permetta una pulizia profonda rimuovendo l’accumulo di prodotti, grasso e sporcizia.

    Idratazione profonda: Applica un balsamo o maschera idratante per nutrire ed idratare i capelli. Si consigliano Leave-in Conditioning all’aloe, cocco, Karitè ecc.

    Protezione termica: Per evitare danni da calore, applicare sui capelli un termo protettivo. Si tratta di un prodotto utile a creare sulla superficie del capello una patina protettiva che resiste al calore, evita una eccessiva perdita di acqua e quindi di disidratazione con conseguente disintegrazione di una proteina presente nello strato esterno che è chiamata cheratina.

    Spray angelo custode 220 °C protezione dal calore, oltre a proteggere dona lucentezza.

    Asciuga i capelli con il phon: L’asciugatura a phon aiuta a stirare i capelli prima della piastra, riducendo la possibilità di danni da calore. Per rendere il processo più semplice, usa un asciugacapelli con spazzola.

    Spazzola calda Revlon per asciufare velocemente i capelli. Combina la potenza di un asciugacapelli con l’effetto lisciante di una spazzola piatta. Ottimo per capelli ricci.

    Usa un siero o un olio: Applicare un olio o siero sui capelli per bloccare l’idratazione. Questo passaggio dona anche lucentezza, nutrizione e rigenera i capelli, oltre a proteggerli dai danni del calore.

    Mielle – Olio lisciante e rinforzante per capelli, al rosmarino e menta. Rinvigorisce e nutre i follicoli piliferi. Previene la secchezza del cuoio. capelluto

    Taglia le punte: Taglia tutte le doppie punte in modo che i tuoi capelli sembrino sani. Un taglio fresco contribuisce all’idea di avere bei capelli. Ma non è necessario tagliarli tutti i mesi per dimostrarlo: è sufficiente tagliare le punte ogni 6 – 12 mesi

    Piastra i capelli: Seziona i capelli in piccole parti prima del passaggio della piastra, questo procedimento permette un miglior scorrimento della piastra, evitando di dover passarla più volte. E’ consigliabile una piastra con il controllo della temperatura

    Ghd Platinum+ Styler, Piastra per Capelli Professionale e Intelligente, non compromette l’integrità dei capelli e la distribuzione uniforme del calore permette di avere risultati perfetti in una sola passata.

    Se vuoi stirare i tuoi capelli afro e ricci senza danni permanenti, la silk press è la risposta. Questo metodo rende i capelli setosi, lisci, e gestibili per alcune settimane e richiede una minima esposizione al calore. Tuttavia, è consigliabile evitare di fare frequenti sessioni di silk press in quanto ciò potrebbe causare danni e spezzamento dei capelli.

    Puoi fare la silk press dopo aver sciolto le treccine extensions, ma è sempre consigliabile di dare una pausa ai propri capelli tra un trattamento e l’altro: Se vuoi sapere di più sulla cura dei capelli afro consulta l’articolo qui.

    Ciao! Sono Jenita Allen, Professional braider specialist con oltre 20 anni di esperienza e creatore di contenuti digitale per la community di Trecce Mania, dal 2010. Educo, scrivo e promuovo la cultura delle trecce e le acconciature afro in Italia. Il mio scopo non è solo quello di promuovere le mie creazioni ma quello di diventare un punto di riferimento per tutti gli appassionati di treccine afro e futuri braiders.

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  • La sirenetta con i dreads

    La sirenetta con i dreads

    The little Mermaid (La Sirenetta), la live action, uscita nel 2023 presenta una nuova versione della storia della famosa sirena Disney, rappresentata stavolta da una ragazza nera, l’attrice e cantante Halle Bailey! Questa è stata un bellissima scelta che espanderà il senso di rappresentazione a più bambini, che potranno anche loro sognare e sentirsi identificati in un personaggio che somiglia proprio a loro. 

    Halle Bailey

    l’attrice e cantante protagonista del film La sirenetta 2023

    Il trailer, ha portato reazioni davvero contrastanti: molte persone sono rimaste contrariate dal fatto che la live action di un film con una principessa sirena bianca, presentasse invece una protagonista nera. Ma è davvero un problema così grande il colore della pelle? Si tratta di una sirena, creatura immaginaria. Il film non era ancora uscito, e le critiche si erano concentrate solo sul colore della pelle dell’attrice: non è questo razzismo? La scelta di un’attrice nera non è però un mero esempio di “politically correct“, secondo cui sia d’obbligo rappresentare tutti giusto per accontentare, ma si tratta della necessità per le industrie di aprirsi a nuovi orizzonti, nuovi mercati, e di adeguarsi a un mondo che si evolve velocemente.

    In questo articolo, noi di Trecce Mania non vogliamo discutere di questione razziale, questo blog celebra la cultura afro e perciò vorremmo mettere l’accento su un dettaglio particolare, di cui nessuno ha ancora parlato e ci sembra giusto, anzi è doveroso parlarne in questo spazio. Avete notato la bellissima capigliatura delle nuova Ariel? I lunghissimi dreadlocks, colore rosso, rendono il personaggio ancora più originale e colorato. E per noi questa è la vera novità!

    I dreadlocks, comunemente chiamati rasta, sono una pettinatura molto diffusa nella cultura afro, che permette a migliaia di persone di sentirsi belle, se stesse, fiere della propria identità. Il termine, deriva dal movimento religioso rastafari nato in Giamaica negli anni ’30. Al culmine degli anni ’70, i dreads sono diventati per la comunità nera come un simbolo di orgoglio culturale e d’allora, questa acconciatura è diventata molto popolare. In queste pagine troverete uno spazio dedicato ai dreadlocks in modo che possiate conoscere i diversi stili sia tradizionali che moderni, molto popolari nei saloni. Per esempio, la nuova sirenetta porta dei “goddess loc“, uno style di dreads ispirato alle dee mitologiche africane. Dea in inglese per l’appunto si dice Goddess. Oltre ai goddess dreads esiste anche uno style di trecce molto popolare quest’anno: le goddess braids.

    Goddess Yemayà – Dea del mare

    Perchè vedere una sirenetta con i dreads ci sembra una novità? Dobbiamo tener presente che in passato, la rappresentazione dei dreads nel cinema è stata da sempre stereotipata. E’ successo che molte volte le attrici nere sono state costrette a indossare parrucche o lisciare i loro capelli per raggiungere una visione più “pulita” agli occhi degli spettatori. Oppure, come capita tutt’ora, vediamo sempre i rasta indossati dal “fattone giamaicano” di turno. Questo succede perché i dreads, come le treccine, in passato erano visti come qualcosa di selvaggio, quindi acquisivano in maniera errata un’associazione alla delinquenza o all’arretratezza.

    Per celebrare i dreadlock e la loro ricca storia, a dimostrazione che non rappresentano la delinquenza o la fattanza, ecco alcuni look portati dalle celebrità afro-americane.

     

    “La sirenetta” è una fiaba del 1837, dello scrittore Andersen. Nel racconto ci sono accenni che ci fanno intendere l’ambientazione nelle Isole Vergini, nei Caraibi, una volta Indie occidentali danesi. Quindi è probabile che la nostra sirenetta sia nata nel Mar dei Caraibi e abbia la pelle scura. Ovviamente si tratta di un racconto fiabesco ma i riferimenti ai Caraibi c’erano anche nel cartone animato del 1989. Infatti Sebastian, simpaticissimo granchio rosso,, era giamaicano, amava la musica e ballare.

    La Sirenetta 1989

    Invece nella mitologia e religione greca, le sirene erano esseri mostruosi, un ibrido tra donna e pesce, con il potere di ammaliare gli uomini attraverso la loro voce. Solo dopo il medioevo e nei racconti fiabeschi dell’800 queste hanno iniziato ad essere rappresentate come esseri bellissimi delle sembianze fanciullesche.

    Infine, un altra curiosità è data dal fatto che non esistono solo iconografie di sirene nell’immaginario popolare europeo. Testimonianze e racconti di sirene o figure mitologiche simili ci sono in tutto il mondo. Per esempio, nella religione e cultura afro, ci sono due importanti divinità che possiamo associare alle sirene: Oshun e Yemayá, corrispettivamente la dea (Goddess in inglese) del fiume e del mare. Esse vengono rappresentate con dei dread e lunghi capelli intrecciati, decorati con conchiglie, anelli e oro.

    Goddess Oshun – Fiumi

    I capelli nella cultura afro hanno sempre rappresentato una rilevanza importante come indicatore di stato sociale, identità e orgoglio. Nella lingua Yoruba, Olokun (identificato nel suo aspetto materno con Yemayá) significa padrone e creatore dell’immenso, del tutto: il mare. A me piace vedere la nuova sirenetta così, come la dea marina, delle lunghissime trecce che sicuramente incanterà tutti. 

    goddess dreads

    goddess braids

    Se anche tu ti senti una sirenetta ribelle dai capelli liberi come le onde, ci sono due modi in cui potresti ricreare questo stile.

    Le goddess braids: Sono le classiche boxbraids ma con aggiunta di extensions ricce all’estremità o in mezzo alle trecce. Immagina le onde da spiaggia mescolate alle treccine.

    EXTENSIONS SUPER JUMBO PREMIUM PER TRECCINE AFRICANE. 609 GR, 75cm BASTA UN PACCHETTO PER COMPLETARE IL LOOK.

    MAVIS – Extension Crochet Braids in Bioproteina – capelli Ricci 65cm. Codice sconto “treccemania20”

    I rasta finti, invece, vengono realizzati attorcigliando i capelli sintetici attraverso vari metodi, per garantire la durata ed una imitazione più reale dei dreads naturali. Consultando la sezione dreadlocks, protrai scoprire di più.

    Ciao! Sono Jenita Allen, Professional braider specialist con oltre 20 anni di esperienza e creatore di contenuti digitale per la community di Trecce Mania, dal 2010. Educo, scrivo e promuovo la cultura delle trecce e le acconciature afro in Italia. Il mio scopo non è solo quello di promuovere le mie creazioni ma quello di diventare un punto di riferimento per tutti gli appassionati di treccine afro e futuri braiders.

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  • Twerk & braids

    Twerk & braids

    twerk & braids – le treccine nella danza

    In collaborazione con le organizzatrici di questo evento, Trecce Mania ha incoronare moltissime Twerk Queens con fantastiche acconciature e treccine 👑

    Le opzioni sono state tante: trecce, dreads, colori, acconciature e accessori perfetti per swaggare al massimo durante le lezioni e nei giorni successivi!

  • Dove fare le treccine extensions

    Dove fare le treccine extensions

    Se sei arrivato fin qui è perché sicuramente starai cercando qualcuno che ti faccia le treccine e dove poterle fare. Potrebbe sembrare una cosa semplicissima, ma non lo è! Dato che le treccine extensions sono uno stile particolare non è così facile trovare sempre nella propria zona un negozio specializzato in afro style o qualcuno di esperto e competente.

    Il “trend” delle treccine sta prendendo velocemente piedi in Italia. Aumentando così la domanda e di conseguenza anche le persone e negozi che offrono questo servizio.

    Trattandosi di acconciature afro, rilegate ad una cultura, diventa ancor più difficile individuare la persona adatta a realizzare questo tipo di lavorazione artigianale. Come dico sempre, si può appartenere ad una cultura ma non è detto che si sappia fare quella cosa che la rappresenta. Ribadisco: non tutti gli italiani sanno fare la pizza e non tuti gli africani fanno o sanno fare le trecce. C’è una grossa differenza tra fare una cosa a livello amatoriale e occasionale e farla in maniera professionale e continuativa, con determinate esperienze e conoscenze specifiche.

    il luogo

    In tanto vediamo i luoghi dove potresti rivolgerti per fare le treccine o altri style afro. Successivamente ti darò alcuni consigli per aiutarti nella ricerca della persona indicata a fare questo tipo di servizio.

    Dal parrucchiere:

    In Italia, i corsi per parrucchieri tradizionali attualmente non includono una formazione specifica dedicata ai capelli ricci, afro o alle tecniche di intreccio e acconciature afro.

    Per questo motivo, è importante rivolgersi a professionisti specializzati nel settore delle trecce e dell’afro beauty, per ottenere un risultato sicuro, duraturo e rispettoso della struttura del capello.

    Fino a poco tempo fa, il classico parrucchiere (quello che fa pieghe e tinte, per intenderci) non offriva questo tipo di servizio — se non in casi di improvvisazione o tramite collaborazioni esterne con braiders esperte.

    Ma i tempi stanno cambiando.

    Nel 2025, a Lucca, si è tenuto il primo corso professionale di treccine rivolto ai parrucchieri, in collaborazione con l’Accademia CENCO CECOS.

    Un evento storico, che ha segnato un punto di svolta: tutte le partecipanti erano parrucchiere che hanno deciso di investire seriamente nella formazione in questo settore, diventando le prime in Italia ad affrontare il mondo delle trecce con un approccio accademico e professionale.

    Questa crescente apertura dimostra che:

    • la richiesta di acconciature afro è in continuo aumento;
    • c’è bisogno di formazione vera, non improvvisazione;
    • sempre più professionisti decidono di diversificare e ampliare le proprie competenze, per distinguersi nel mercato affollato dell’hairstyling.

    Specializzarsi nelle treccine permette infatti ai parrucchieri di raggiungere una clientela nuova, rispondere a una domanda reale e differenziarsi dalla concorrenza con servizi più inclusivi, attuali e richiesti.


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    A domicilio:

    Alcune esperte mettono a disposizione anche questo servizio. Raggiungendo i cliente presso i loro domicilio, dipende le zone e la richiesta.

    Ci sono persone che preferiscono la comodità della propria casa, dato che le ore sono tante, soprattutto se si ha impossibilità a spostarsi o altri impedimenti. Bisogna però, ricavarsi sempre uno spazio pulito ed igienizzato.

    Studio privato:

    Alcune professioniste non possiedo un vero e proprio negozio di parrucchieri ma un piccolo “studio” artistico e privato (mini spazio o salotto).

    Qui ci sono solo loro, spesso realizzano lavorazioni artigianali anche su richiesta. Ricevono poche persone e non sempre sono disponibili per fare qualsiasi style afro. Collaborano con i parrucchieri, per le sfilate, con i fotografi o altri artisti.

    al mare

    Il mare è il luogo più dibattuto e contrastante, dove poter realizzare le treccine. È il luogo dove c’è più rischio di trovare la persona meno adatta per realizzarle. Anche se non è detto, perché si potrebbe trovare quella giusta cioè quella che le fa bene ma potrebbe allo stesso tempo non fornirti immediatamente le informazioni necessarie per la cura.

    Se ti trovi al mare, per via della salsedine e il sole potresti avere danni alla cute. Spesso chi le fa al mare non igienizza i pettini o spazzole usate, non ha a disposizione tutti i colori di extensions. Ho visto acconciatrici reggere le extensions con la bocca per poi collocarle sulla testa della persona.

    Non stiamo parlando delle treccine che vi fate in vacanza a Zanzibar o ai Caraibi. Nessuno vi vieta di farle, anzi si possono fare ma a mio avviso non viene fuori un lavoro professionale. Quindi se dovete proprio farvi le treccine al mare, fatevi le treccine classiche senza extensions o altre acconciature con le trecce semplici e brevi che non richiedano tanto tempo ne particolari accorgimenti.

    Al di là del luogo, la cosa fondamentale è saper scegliere la persona esperta e in grado di realizzare la tua richiesta. Cioè, una persona che sappia fare le treccine in modo professionale sia a casa, dal parrucchiere che in un altro luogo ciò che importa è la professionalità, la qualità del lavoro e la esperienza che si ha.

    Quando si sceglie a chi affidare i propri capelli, non basta guardare qualche foto su Instagram. Oggi chiunque può aprire un profilo, caricare immagini (magari nemmeno proprie) e sembrare professionista… ma la realtà è diversa.

    Per questo è importante:

    • informarsi bene sulla persona a cui si affida il lavoro;
    • chiedere foto reali, possibilmente con il prima e dopo;
    • valutare recensioni, trasparenza e competenze;
    • capire se il servizio viene fatto in studio, a domicilio, in salone o in altri luoghi (ad esempio, al mare) e se l’ambiente è pulito e sicuro.

    Consigli per scegliere bene:

    Se non conosci nessuno o non hai mai sentito parlare di qualcuno adatto, nella tua zona ti consiglio di seguire questi brevi passi:

    • Il passaparola. Chiedi ad amici o parenti se conoscono o sanno di qualcuno che esegue questo tipo di acconciatura. Spesso è il miglior modo per arrivare alla persona giusta.
    • Fai una breve ricerca sul web o suoi social
    • Assicurati che la pagina che trovi sia aggiornata e attiva (foto e pubblicazioni recenti, informazioni di contatto, ecc.).
    • Le foto pubblicate non siano prese qua e là dal web o da altri artisti (almeno che non siano usate a scopo dimostrativo).
    • Se ci sono commenti da altri clienti o recensioni, ancora meglio.
    • Chiedi non solo per i prezzi ma prima di tutto per informazioni e consigli. Lo realizzate questo style? Pensate che la mia tipologia di capelli sia adatta?
    • Fornisci sempre una foto dello style desiderato (se non si trova tra quelle pubblicate dalla pagina).
    • Non sei tu a dettare il prezzo ma spetta esclusivamente alla persona che eseguirà quel lavoro. Se ritieni che non sia in grado o poco esperta per il prezzo che ti offre, non prendere appuntamento e continua la ricerca.

    L’estetica è un bene di lusso! Cioè non è necessario, non ti serve per vivere. Se non puoi permettertelo non contrattare il prezzo.

    Quindi se deciderai di spendere i tuoi soldi per qualcosa che ti piace, assicurati che ciò che chiedi corrisponda a ciò che avrai.

    Per questo è importante rivolgersi alla persona giusta. Ricordatevi che alcuni style possono essere portati per oltre un mese perciò è meglio essere informati su tutto, pro e contro dello style desiderato per evitare problematiche durante il periodo che si porteranno le treccine extensions.

    SCOPRI LA COMMUNITY BRAIDERS ITALIA

    Proprio per aiutarti in questa scelta, ho creato una sezione dedicata con una lista di braiders che ho formato personalmente con Trecce Mania.

    Sono ragazze e ragazzi che hanno seguito i miei corsi professionali per diventare Braider Specialist e hanno ricevuto l’attestato di partecipazione negli anni 2024-2025, con competenze su varie tecniche di intreccio (boxbraids, cornrows e crochetbraids).

    Molti di loro continuano a essere seguiti da me ed a crescere come professionisti.

    Ciao! Sono Jenita Allen, Professional braider specialist con oltre 20 anni di esperienza e creatore di contenuti digitale per la community di Trecce Mania, dal 2010. Educo, scrivo e promuovo la cultura delle trecce e le acconciature afro in Italia. Il mio scopo non è solo quello di promuovere le mie creazioni ma quello di diventare un punto di riferimento per tutti gli appassionati di treccine afro e futuri braiders.

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